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Prima di tutto, occorre chiarire l’origine di tutto questo clamore: la nuova normativa che disciplina l’esercizio delle professioni regolamentate, in breve, dice questo:
ogni professionista deve stipulare una polizza di assicurazione per i rischi connessi alla responsabilità civile. Se non lo fa, il suo ordine di appartenenza può sanzionarlo. Ma soprattutto, in caso di errore professionale dovrà rispondere in proprio con un risarcimento.

Chi è veramente obbligato ad assicurarsi?
La polizza deve coprire un rischio professionale, quindi ci si assicura se si esercita, se si hanno clienti. Per essere ‘Professionista’ serve ben più di una iscrizione ad un albo: occorre che l’attività professionale sia effettivamente svolta, con apertura di P.Iva e iscrizione alla propria gestione previdenziale obbligatoria.

Ma è solo questione di obbligo?
No, l’assicurazione è utile: protegge il cliente e il professionista
dalle conseguenze degli errori professionali.

Per la RC Professionale il discorso è analogo: da clienti, ci sentiamo garantiti se sappiamo che il professionista che sta lavorando per noi è assicurato, e come professionisti possiamo lavorare con serenità perché sappiamo che in caso di errore la nostra polizza ci aiuterà ad uscirne senza venderci la casa.

Il costo del rischio: quanto pagano gli altri?
Esistono professioni più rischiose di altre, e si vede dal costo delle polizze. Ogni attività professionale è soggetta ad una stima di rischio, esistono categorie professionali mediamente più rischiose di altre. Per dare solo un’idea indicativa delle ‘quotazioni’, da una rapida ricerca su Google emergono premi – la tariffa annua da pagare per essere assicurati – che vanno:

  • dai 300 ai 3000 euro per un Commercialista, un Avvocato o un Consulente del Lavoro;
  • fino ai 3500 euro per un Ingegnere;
  • 6000 euro per un chirurgo e 19.000 euro per un chirurgo di alta specializzazione;
  • fino a 350 Euro per uno psicologo, comprando una polizza a libero mercato.

Ma il costo si abbassa sensibilmente se l’acquisto della polizza è in forma collettiva: un’associazione, una cassa mutua, un sindacato, un Ordine professionale possono acquistare una polizza per tutti i loro iscritti, garantendo una platea di assicurati abbastanza numerosa da ottenere risultati in termini di costo molto buoni, a parità di condizioni.

Confrontare le polizze. Quali criteri?
Per stipulare una polizza RC Professionale ci sono molte vie, tante quante le compagnie e le organizzazioni che offrono questo prodotto. Inutile elencarle qui, dato che il mercato cambia ogni giorno. Troviamo più utile offrire qualche indicatore rapido per comparare le offerte:

  • I rischi coperti e i rischi esclusi. Sono tutti i casi in cui la polizza opera oppure non opera. Conviene fare molta attenzione per non trovarsi nella situazione di aver scelto la polizza più economica, senza rendersi conto che ha una copertura troppo limitata.
  • La colpa grave. Occorre verificare che la polizza copra la colpa grave, che è l’accadimento più rischioso in termini di entità del danno – anche economico.
  • La franchigia. La polizza può prevedere che per ogni sinistro esista una parte di danno che il professionista deve comunque pagare a proprie spese. Chiaramente, più la franchigia è bassa e meglio è, esistono polizze a franchigia ZERO, tanto vale orientarsi su quelle.
  • Il massimale. Si tratta del massimo esborso che la compagnia si impegna a pagare in caso di danno. Chiaramente, il massimale dovrà essere proporzionato all’entità del danno che potremmo produrre.
  • La doppia polizza. Può capitare di avere due polizze diverse stipulate per lo stesso rischio. Il caso è previsto dal 1910 c.c.: il risarcimento non può superare il danno effettivamente subito, e in caso di una pluralità di assicurazioni per lo stesso rischio, dovrebbero rispondere tutte in proporzione.
  • Spese legali. Spesso la compagnia assicurativa non garantisce la copertura delle spese legali, ma garantisce a se stessa la scelta di intervenire o meno sostituendosi al proprio assicurato nel procedimento penale che lo interessa.
  • Periodo assicurato, retroattività e garanzia postuma. In generale le polizze coprono le richieste di risarcimento avanzate durante il periodo di copertura della polizza, anche per danni cagionati in passato. Le polizze possono prevedere un periodo massimo di retroattività, oltre il quale non rispondere, questa condizione è sempre da prendere in considerazione nel valutare una polizza. La garanzia postuma è invece una copertura aggiuntiva, piuttosto rara, in cui l’assicurazione si impegna a coprire gli ex assicurati che cessano l’attività professionale per un certo numero di anni.
  • Infine, il premio. L’analisi delle polizze va svolta con attenzione sulle caratteristiche, e soltanto dopo si può ragionare in termini di prezzo da pagare. Il prezzo deve essere commisurato alle caratteristiche del prodotto.